I VIGNETI

Il Vulture vulcano ormai sopito da millenni si erge su di un territorio ricco di storia, tradizioni, profumi e sapori. I terreni che circondano questo monte sono il luogo ideale per la produzione del vitigno autoctono Aglianico, che trasformato produrrà l’Aglianico del Vulture DOC.
La Tenuta è situata in un luogo strategico, tra i comuni di Barile e Ginestra a pochi chilometri da Ripacandida che nel Santuario di San Donato, vanta un ciclo pittorico di notevole importanza con affreschi del 1500 di un allievo di Giotto.

L’AUTOCTONO

L’Aglianico è un vitigno noto fin dai tempi dell’antica Grecia. Cantato dal poeta latino Orazio, è coltivato sulle pendici del Vulture.

Infatti, grazie alla natura vulcanica dei terreni, fertili e ricchi di particolari elementi minerali, alla presenza in profondità di strati tufacei (visibili nella cantina) che funzionano da riserva di acqua nei periodi più secchi dell’anno ed al microclima del tutto particolare, i grappoli, attentamente selezionati e sapientemente lavorati, permettono di ottenere un vino strutturato, di grande  personalità, prezioso nel colore rubino e dai profumi complessi.

IL TAMURRO – UN ANTICO VITIGNO

Il ‘Tamurro’ antico vitigno che si tramanda essere stato portato da un feudatario francese a Pietragalla (Pz) località vicino Potenza, è stato scoperto recuperato dal titolare della Tenuta e dal suo staff tecnico.

Studi meticolosi e il lavoro degli enologi, sono stati fondamentali per la ‘rifioritura’ di questo vitigno che rappresenta, il recupero di tutto ciò che la feconda terra della Basilicata ci ha lasciato in eredità.